Recensione di Remnant: From the Ashes

Recensione di Remnant: From the Ashes

Remnant: From the Ashes è uno shooter in terza persona ambientato in un mondo post-apocalittico dove regna il chaos. Può essere giocato da soli o con altre due persone per cercare di sopravvivere a questo spaventoso incubo. Il cuore di questo gioco è il combattimento, pieno zeppo di sangue e brutalità, e offre un'esperienza godibile sia da soli che con degli amici.

Remnant inizia immediatamente con la creazione personaggio. Anche se il tool per personalizzare il personaggio non è profondo come quello di Black Desert Online, ha abbastanza opzioni per permetterci di creare un personaggio che possa soddisfare i nostri gusti. Possono essere scelti diversi tipi di acconciature e cicatrici e i personaggi sia maschili che femminili hanno a disposizione una buona selezioni di voci tra cui scegliere.

I dettagli della creazione sono tutti concentrati sulla testa del personaggio, lasciando il corpo di default, cosa che potrebbe fare storcere il naso a qualcuno. Una volta finito di creare il personaggio siamo pronti per immergerci nella storia del gioco. Nel mondo di Remnant la società è in sostanza andata all'inferno ed è tornata indietro. L'umanità si è rifugiata in diversi luoghi dove cerca semplicemente di sopravvivere ai vari mostri che abitano il mondo. Il male, conosciuto come The Root, regna sulle terre e uccide qualsiasi cosa incontri.

Gli edifici rimasti adesso sono in rovina e sono pervasi da vegetazione da cui le creature fuoriescono. Sparse per queste lande ci sono diverse manifestazioni di The Root, piante mostruose che sono assetate di sangue. Alcune sono armate con spade mentre altre hanno armi. Noi saremo spediti alla ricerca di un Eroe che ha abbandonato il nostro villaggio e in cerca di eventuali notizie.

L'inizio del gioco parte lento ma guadagna di intensità man mano che si scoprono i segreti oscuri di queste terre devastate. Mi è piaciuto trovare di tanto in tanto i diari che raccoglievano le memoria di famiglie che adesso sono sparite, dà un senso di profondita a tutta l'ambientazione. La storia di Remnant: From Ashes mi ha inchiodato allo schermo perchè si scoprono in continuazione pezzi di un puzzle che ci spiegherà cosa è successo e perchè.

Anche se la storia di Remnant: From the Ashes è molto interessante, ci ritroveremo per la maggior parte del tempo a combattere. All'interno del tutorial dovremo scegliere quale archetipo giocare, cosa che vi fornirà armatura e armi base per iniziare la vostra avventura. Ho scelto un personaggio ranged, cosa che mi ha fornito un machete, una pistola come arma secondaria e un fucile molto simile ad un Winchester.

Il combattimento si incentra sull schivare i colpi per evitare i danni e qualche volta sull'utilizzare le armi secondarie in modo da salvare le munizioni per i boss. Anche se cè la stamina per schivare e correre, il combattimento copro a copro non la richiede e lo rende comunque efficace anche in un mondo pieno zeppo di armi da fuoco.

Il gunplay risulta solido e si integra alla perfezione con quello corpo a corpo. Cambiare arma in combattimento è molto rapido e fluido. Anche se ho scelto un personaggio ranged, sono sempre riuscito a cambiare arma velocemente per attaccare corpo a corpo qualunque cosa si avvicinasse troppo. Se aveste bisogno di curarvi, si può fare in diversi modi, ma quello principale è utilizzare il Dragon Heart che ha un numero limitato di utilizzi e si ricarica ogni volta che ci si riposa. Questo è di grande aiuto per combattere attraverso i livelli per poter raggiungere il checkpoint successivo. La cosa positiva è che quando ci si riposa si ricaricano le munizioni, la salute e le cariche del Dragon Heart, ma allo stesso tempo si resetterà ogni nemico presente nel livello (proprio come avviene in Dark Soul). Questi checkpoints possono essere utilizzati per tornare alla base principale dove si potranno fare gli upgrade al proprio equipaggiamento.

Ci sono diversi oggetti in Remnant: From Ashes. Ci sono armi melee e ranged, cosa che permette di creare il proprio playstyle. Tutte le armi ranged hanno degli slots per i mods che si caricano quando si attiva il loro potere, come un cerchio della cura o un buff che aumenta i colpi critici. Questa cosa fornisce ancora più profondità al combattimento e alle varie builds che si possono utilizzare. Si possono equipaggiare solamente due mods alla volta ma ce ne sono svariato da trovare. Avere un team con diversi mods equipaggiati permette di avere combattimenti più bilanciati, rendendo tutto più semplice.

Ci sono anche diverse armature che offrono diversi tipi di resistenze e bonuses. Questi bonus si sommano e diventano più potenti quando si indossano tre pezzi dello stesso set. Man mano che si và avanti si possono spendere i soldi e il ferro per fare gli upgrade di armi e armature per renderli più potenti. Anche i boss droppano oggetti che possono essere utilizzati per craftare armi speciali, come il crossbow che spara una raffica di dardi in una volta sola. Remnant richiede del grind per fare tuti gli upgrade necessari per avanzare, ma non è noioso se lo si fà con gli amici.

Quando si combatte o si fanno le missioni si guadagna esperienza, cosa che può essere trasformata in punti per il Trait system. i Traits sono un modo per personalizzare ulteriormente la propria build, e hanno diverse utilità come aumentare la salute o aumentare la resistenza agli attacchi da lontano.

Quando si combatte da soli o con altre persone le cose cambiano leggermente. La difficoltà dei nemici aumenta in relazione al numero di giocatori, ma anche i drops che lasciano diventano di conseguenza più potenti. Il gioco può essere affrontato da soli, ma raggiunge il massimo potenziale se giocato in compagnia di amici.

Comunque ci sono alcuni aspetti negativi del multiplayer. Non è presente un VoIP all'interno del gioco o una chat testuale. Anche se tutto il loot che si droppa è diviso tra i membri del gruppo,le munizioni sono per il primo che le raccoglie, cosa che è molto confusionale.

C'è anche la possibilità di viaggiare in realtà alternative con delle mappe del mondo generate dinamicamente, cosa che offre altri contenuti di gioco una volta conclusa la storia principale. Ci sono attualmente quattro diversi mondi da visitare, ognuno dei quali con la propria ambientazione e nemici. Nel  multiplayer solamente chi hosta la partita andrà avanti nelle missioni e nella storia, mentre tutti gli altri avranno solamente il loot.

Nel complesso Remnant: From the Ashes è un ottimo shooter in terza persona, che vi terrà inchiodati allo schermo diverse ore. Il sistema di combattimento funziona all perfezione con le armi ranged e con quelle melee. La storia a volte diventa un pò troppo melodrammatica e surreale a mio avviso. Penso che la cosa più negativa del gioco sia solamente l'assenza di una chat VoIP o testuale. Nel complesso però lo trovo un ottimo gioco e lo consiglio a chiunque ami giochi come Dark Soul.

PRO

  • Storia stupenda
  • frammenti di storia nascosti per i mondo di gioco
  • Combattimento ben fatto
  • Divertente sia da soli che con gli amici
  • Ambientazione mozzafiato
  • Tantissimi oggetti per personalizzare la propria build
  • Gameplay facile ed intuitivo da apprendere

CONTRO

  • Nessun tipo di chat in gioco
  • La longevità potrebbe essere un problema

 

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